Come capire se un caro defunto ti è vicino

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Cosa accade dopo la morte?

Nel corso della storia, tutte le culture hanno affrontato il mistero di ciò che accade dopo la morte. Dalle credenze religiose alle filosofie spirituali, ogni cultura ha plasmato la propria interpretazione unica.

Anche se le narrazioni variano, sorprendentemente, quasi tutte convergono nella conclusione fondamentale che la vita dopo la morte è una realtà innegabile.

Cosa sappiamo oggi dal punto di vista scientifico?

Dal punto di vista della fisica quantistica, ci si orienta sempre di più verso l’ipotesi che siamo tutti collegati a un campo quantico e che abbiamo una coscienza non locale. Ciò significa che non si trova in un punto specifico del nostro corpo e non è soggetta a limiti spazio-temporali.

La natura non locale della coscienza spiega fenomeni come la telepatia, la visione remota, la precognizione e la capacità mentale, emotiva ed energetica degli individui di influire su fenomeni esterni.

Nell’ultimo secolo, sono stati condotti diversi studi relativamente a questi aspetti, vediamo brevemente alcuni di essi:

Le esperienze di pre-morte (NDE, Near Death Experience)

Le esperienze di pre-morte (NDE, Near Death Experience) sono il fenomeno che attira maggiormente l’attenzione nello studio dell’esistenza della vita dopo la morte. Sono comunemente riportate da persone che hanno affrontato situazioni estreme, come arresti cardiaci o gravi incidenti.

Le NDE spesso sono costituite da percezione di uscita dal corpo, passaggio attraverso un tunnel buio e presenza di una luce brillante, oltre a incontri con cari defunti e revisioni dettagliate della vita dell’individuo.

Alcuni ricercatori suggeriscono spiegazioni neurologiche per questo fenomeno, come il rilascio di endorfine in momenti critici.

Molte persone che hanno esperienze di pre-morte, tuttavia, al ritorno nel corpo fisico, descrivono con dovizia di particolari scene di procedure cliniche e chirurgiche realmente accadute, senza avere alcuna conoscenza medica. Ciò esclude completamente l’ipotesi neurologica e offre un punto di partenza interessante per indagare sui concetti di “coscienza”, “anima” e “vita dopo la morte”.

Quando qualcuno muore rimane al tuo fianco?

Abbiamo visto che l’idea della vita dopo la morte ha basi così solide che la scienza non può ignorarla. Non è, come spesso si afferma, una semplice risposta di conforto per la nostra più grande paura.

Ora vediamo se è vero che i nostri cari defunti rimangono accanto a noi.

Fasi che attraversa l’anima dopo la morte

Non è possibile fornire prove scientifiche definitive del processo attraverso il quale passa l’anima o la coscienza dopo la morte. Le informazioni al riguardo provengono da diverse credenze religiose, filosofiche e spirituali.

Riassumiamo di seguito le più diffuse:

  • Giudizio e vita dopo la morte
    In religioni come il cristianesimo e il cattolicesimo, si crede in un giudizio finale. Dopo la morte, le anime vengono giudicate e inviate in paradiso, all’inferno o in uno stato intermedio in base alle loro azioni e credenze durante la vita.
  • Transizione nell’aldilà
    Alcune religioni e tradizioni spirituali suggeriscono che l’anima sperimenti una transizione verso un altro piano di esistenza dopo la morte. Può trattarsi di una fase intermedia prima di raggiungere la destinazione finale.
  • Unione con il divino
    In alcune correnti mistiche e spirituali, si crede che dopo la morte l’anima si unisca o si fonda con il divino.
  • Reincarnazione
    In molte tradizioni religiose, come l’induismo e alcune correnti del buddismo, si sostiene la credenza nella reincarnazione. Secondo questa idea, l’anima attraversa una serie di vite, rinascendo in corpi diversi fino a raggiungere la liberazione spirituale o la perfezione.
  • Ciclo di rinascita
    Alcune filosofie orientali ed esoteriche sostengono l’idea di un ciclo continuo di rinascite in diversi piani di esistenza fino a quando l’anima non raggiunge l’illuminazione o l’unione con la divinità.
  • Interpretazioni medianiche
    Molti medium forniscono descrizioni che mescolano elementi di queste tradizioni culturali, aggiungendo ulteriori dettagli in base alle proprie esperienze.

Tutte queste credenze e tradizioni, talvolta contraddittorie, possono creare dubbi, soprattutto quando stiamo affrontando un lutto. Cerchiamo, pertanto, di riassumere i dubbi più frequenti riguardo a questo argomento per fornire risposte coerenti.

Segni che inviano i nostri cari

Si ritiene che il dolore associato alla perdita di una persona cara possa creare l’illusione di comunicare con essa. Numerose persone, tuttavia, affermano di aver sperimentato incontri o ricevuto messaggi dall’aldilà. Molte di queste esperienze sono così dirette, chiare e specifiche che è difficile negarne l’autenticità.

Vediamo attraverso quali canali i nostri cari defunti comunicano con noi e ci inviano dei segni:

  • Sogni vividi
    I sogni sono il modo più facile per i nostri cari defunti di mettersi in contatto con noi. Durante il sonno entriamo in una dimensione speciale, chiamata astrale, in cui usciamo dai limiti della mente. Qui possiamo avere esperienze molto intense e significative con i nostri cari.
  • Messaggi poco prima di addormentarci o appena dopo il risveglio
    Qualche secondo prima di entrare nella fase del sonno e qualche secondo dopo esserne usciti, le nostre onde cerebrali hanno frequenze particolari. Questo ci permette di percepire ciò che vediamo, sentiamo e udiamo in maniera molto più concreta di un sogno. In questi momenti, può essere molto facile percepire la presenza dei nostri cari con tutti i sensi.
  • Apparizioni
    Dopo la perdita di una persona cara, molte persone sviluppano la chiaroveggenza, ovvero la capacità di vedere oltre ciò che è visibile con l’occhio fisico. Vedono immagini complete o parziali dei loro cari defunti, sia in modo fugace che prolungato.
  • Altre percezioni extrasensoriali
    Così come avviene con la chiaroveggenza, possiamo percepire i nostri cari defunti con altri sensi: emozioni e sensazioni fisiche (chiarosensibilità), odori (chiarolfatto), sapori (chiarogusto), suoni e messaggi telepatici (chiaroudito).
  • Sincronicità e ripetizioni
    La ripetizione di numeri significativi o eventi sincronizzati possono essere interpretati come un mezzo attraverso il quale i defunti comunicano con noi.
  • Segni nell’ambiente circostante
    I defunti possono inviare segni tangibili nel mondo fisico, come luci lampeggianti, cambiamenti nella temperatura dell’ambiente o manipolazione di oggetti.
  • Medianità
    I nostri cari defunti possono muovere le energie in modo che i messaggi ci giungano attraverso un medium. Un medium è un intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che trasmette messaggi e comunicazioni.

I familiari defunti ci proteggono?

Se hai perso una persona cara, è molto probabile che tu abbia avvertito non solo la sua presenza, ma anche la sua protezione. Probabilmente hai percepito che ti sta guidando verso le decisioni più giuste e i percorsi a te più favorevoli.

In definitiva, quando avvertiamo intensamente che i nostri cari ci stanno proteggendo, è perché fanno parte della nostra famiglia dell’anima. Probabilmente c’è una missione importante per lo sviluppo dell’intero clan familiare che dobbiamo compiere. Per questo motivo, restano al nostro fianco agendo come guide spirituali per proteggerci e indicarci la strada da seguire.

È davvero sorprendente ciò che i nostri cari sono in grado di fare quando desiderano comunicare con noi!

I defunti ci vedono e ci sentono?

Molto probabilmente, leggendo ciò che abbiamo spiegato finora, ti starai facendo questa domanda. Questo può essere confortante perché ci avvicina ai nostri cari che sono nell’aldilà, ma può anche causare una certa preoccupazione. Pensare che i nostri genitori, nonni e antenati abbiano la capacità di vederci e sentirci nei nostri momenti di intimità può farci sentire molto a disagio.

A questo punto, occorre fare un paio di precisazioni:

  • Le anime nell’aldilà sono pura luce
    Anche se li percepiamo con il corpo e la voce che ricordiamo della loro incarnazione, i nostri cari, in realtà, non sono quella manifestazione fisica. Sono luce, pura energia. È la nostra mente che interpreta i segni che ci mandano affinché possiamo riconoscerli come immagini, voci, ecc. Pertanto, poiché non hanno occhi né orecchie, non ci vedono né ci sentono fisicamente. Utilizzano risorse energetiche e telepatiche per comunicare con noi, e ciò che percepiscono è unicamente la nostra energia.
  • Nell’aldilà non ci sono giudizi personali
    I giudizi riguardo alle azioni compiute in questo piano di esistenza sono umani e sono soggetti alle convenzioni sociali, che cambiano in base all’epoca e alla cultura. Pertanto, anche se i nostri cari ci vedessero e ci sentissero fare e dire cose che nella loro incarnazione avrebbero considerato inaccettabili, dall’aldilà non ci giudicherebbero come avrebbero fatto qui.

Perciò non avere paura né vergogna se senti che i tuoi cari sono con te, perché lo fanno con amore puro e incondizionato, senza alcun giudizio.

Cosa accade con il lutto animale?

Parlando di lutto, di solito ci riferiamo a familiari, partner, amici… Ma cosa accade quando si tratta di un animale?

Se hai perso il tuo amico a quattro zampe, sicuramente ti sarai chiesto: “Rivedrò il mio cane defunto?”, “Come posso sapere se il mio cane defunto è con me?” o “Come posso connettermi con il mio cane defunto?”.

Sono domande del tutto legittime. Anche se socialmente esiste ancora il pregiudizio che la perdita di una persona cara umana sia più grave della morte di un animale da compagnia, la verità è che i nostri amici cani, gatti, conigli, criceti, pappagalli fanno parte della famiglia. E, quando se ne vanno, lasciano un vuoto incolmabile.

La notizia confortante è che tutto ciò che abbiamo spiegato per le comunicazioni con le persone care è altrettanto valido per gli animali. Fanno parte della nostra famiglia dell’anima, comunicano con noi dall’aldilà, ci proteggono e restano al nostro fianco come guide spirituali.

Molti medium specializzati in comunicazione animale, inoltre, affermano che i nostri animali da compagnia, a differenza dei nostri cari umani, possono reincarnarsi velocemente e tornare al nostro fianco con un altro corpo, per compensare il fatto che la loro vita solitamente è più breve della nostra.

Quindi, se hai perso il tuo amico a quattro zampe, non stupirti se un giorno incontri un cucciolo che te lo ricorda molto e che si affeziona subito a te.

Potrebbe essere lui che è tornato da te sotto un’altra forma!

Elaborare il lutto grazie ai contatti con i nostri cari defunti

I contatti con i nostri cari defunti possono essere molto utili nell’affrontare un lutto. Ci dimostrano che, in realtà, la morte non esiste, è solo un’illusione della mente che sta vivendo un’esperienza nel mondo 3D.

Tuttavia, affinché queste comunicazioni diventino delle alleate nel nostro processo di elaborazione del lutto, anziché renderlo ancora più difficile, è importante tenere in considerazione alcuni fattori.

Fidati del tuo intuito e del tuo cuore

La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.” — Albert Einstein

Viviamo in una società che ha dimenticato l’importanza dell’intuito e del contatto con i mondi sottili. Per questo motivo, la mente razionale tende a dubitare di determinate esperienze.

Il risultato è che molte persone che hanno contatti con l’aldilà tendono a dubitare di se stesse e della propria sanità mentale. Questi fenomeni, tuttavia, esistono e sono molto reali.

Perciò, se hai la sensazione che il tuo caro defunto stia comunicando con te attraverso immagini, sensazioni fisiche, suoni, odori, sapori, sincronicità, ecc., non dubitare delle tue percezioni, soprattutto se sono intense e amorevoli.

Molto probabilmente il tuo caro ti sta guidando e proteggendo!

Tutti hanno la capacità di comunicare con i mondi sottili

Si tende a credere che solo pochi fortunati abbiano la capacità di comunicare con l’aldilà o con i mondi sottili.

Ebbene, non è così!

Comunica con l’aldilà in modo sano

Una volta accettata l’idea che è possibile comunicare con altre dimensioni e altri piani di esistenza, è importante sottolineare che non bisogna sviluppare una dipendenza da queste comunicazioni.

Per elaborare il lutto nel migliore dei modi, è necessario comprendere che, anche se la dipartita di una persona cara non è una vera perdita, è comunque un cambiamento, e va affrontato con gli strumenti giusti.

Bisogna tenere presente che le comunicazioni con l’aldilà non sono come un telefono e i nostri cari defunti non sempre hanno messaggi intensi e profondi da consegnarci per non farci sentire soli.

È fondamentale comprendere questo affinché la medianità e le percezioni extrasensoriali siano una risorsa per superare il lutto e non una droga per evitare di affrontare il cambiamento.


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